Il clan dei camorristi: una fiction senza retorica con Stefano Accorsi

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Torna sul piccolo schermo Stefano Accorsi, sarà un magistrato nella nuova fiction di Canale 5 Il clan dei camorristi, in onda da venerdì 25 gennaio, otto puntate prodotte dalla Taodue che narra la storia vera del clan dei Casalesi, senza retorica. Nel cast anche Francesca Beggio. La regia è di Alessandro Angelini e Alexis Sweet, da un soggetto di Pietro Valsecchi.

Stefano Accorsi interpreta il magistrato Andrea Esposito, al suo fianco Giuseppe Zeno che sarà, invece, il pericoloso boss Francesco Russo. Per prepararsi l’attore, dopo tanto cinema e teatro, ha spiegato di aver seguito i consigli del giudice Raffaele Cantone, che vive sotto scorta da moltissimi anni, a lui si devono gli arresti di quasi tutti i componenti del clan.

La camorra è un argomento molto seguito, sia da cinema che da televisione, non si è ancora placata la polemica a proposito di ‘Gomorra’, il celeberrimo film, che dovrebbe diventare fiction in versione piccolo schermo, che andrà in onda sulle reti Rai la prossima primavera, con il titolo di ‘L’oro di Scampia’, che Mediaset manda in onda Il clan dei camorristi.

La fiction racconta, o almeno ci prova, della vita dei clan dei Casalesi rivali, cercando di essere obiettiva per entrambe le parti. Stefano Accorsi ha dichiarato all’Ansa del suo incontro con il giudice Cantone:

Siamo stati bene attenti a non fare del mio personaggio una figura di un giustiziere vendicatore ma solo di un uomo che fa il suo lavoro. La prima cosa che il giudice Cantone mi disse fu: evitate di fare di questo magistrato l’arcangelo Gabriele con la spada infuocata, perché quello diventa subito retorica. E così abbiamo fatto, rappresentando la lotta quotidiana di un magistrato. Ma è anche anche il racconto della risposta determinata che una parte del Paese e della società civile hanno costruito negli anni contro la camorra.

Il clan dei camorristi racconta le vicende reali della vita di un magistrato, le origini della camorra che si affaccia sul mondo della criminalità negli anni ’80, la lotta nasce per accaparrarsi i soldi della ricostruzione dell’Irpinia dopo il disastroso terremoto.

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